Carlo Scarpa

Vaso in vetro nero con inclusioni di foglia d’argento, manici e orli in pasta beige screziata

L’uso della foglia d’oro per impreziosire la superficie vetrosa di vasi e coppe risale alla fine del XV secolo. Carlo Scarpa riprende questa tecnica agli inizi degli anni Trenta con risultati estetici di incredibile finezza, sostituendo talvolta l’oro con l’argento per uno straordinario contrasto sul vetro nero. Il designer Gio Ponti ne sottolinea la qualità superiore rispetto alle produzioni muranesi correnti, descrivendo i vetri di Scarpa come delicati giochi di colore, caratterizzati da una sapiente misura nella lucentezza, una gustosa preziosità nelle paste e da forme di classica purezza.

Bibliografia

Mille anni di arte del vetro a Venezia, Albrizzi, Venezia 1982, p. 265, n. 524; Marina Barovier (a cura di), Carlo Scarpa. I vetri di Murano 1927-1947, Il cardo,Venezia 1991, p. 54, n. 7; Marino Barovier, Carlo Scarpa. Glass of an Architect, Skira, Milano, 1999, pp. 77, 197 n. 76.

Autore
Carlo Scarpa
Anno
c. 1930
Esecuzione
MVM Cappellin
Altezza
24 cm