Carlo Scarpa

Piatto in vetro “a macchie” con decoro astratto in nero su fondo blu, superficie iridata

Durante la Biennale di Venezia del 1942 Carlo Scarpa presenta una nuova serie, rara e innovativa, per Venini. Utilizza la tecnica dell’incalmo per ottenere oggetti oblunghi, asimmetrici e dai decori estremamente semplici, simili ai vetri tardo-romani. A monte, un grande lavoro di ricerca formale affiancato dalla disponibilità delle splendide maestranze delle fornaci Venini. La produzione dei pezzi è molto limitata, anche per la difficoltà oggettiva di essere compresa a fondo nella sua assoluta modernità.

Il percorso progettuale di Scarpa alla Venini viene descritto in questo modo da Francesco Dal Co: «Già le prime prove compiute a Murano rivelano tratti caratteristici della cultura scarpiana, nutrita, da un lato, da una solida formazione accademica e, dall’altro, da una incomparabile raffinatezza nell’intendimento dell’uso dei materiali. Murano rappresenta l’ambiente d’elezione soprattutto per la maturazione di questo secondo aspetto della personalità scarpiana, la quale evolverà negli anni raffinandosi nel processo di acquisizione di un mestiere che gli permetterà di distillare in forme quanto mai originali una fantasia costruttiva che attinge con le opere della maturità ad una radicale libertà».

Inedito

Autore
Carlo Scarpa
Anno
1942 ca.
Esecuzione
Venini
Dimensioni
ø 26 cm