Giorgio de Chirico

La notte di Pericle

La notte di Pericle è uno dei dipinti realizzati nel 1926, che recupera le composizioni di solidi e frammenti architettonici già proposti da de Chirico. La serie appartiene a una fase di transizione nella produzione dell’artista, durante la quale molti degli elementi metafisici vengono riletti con una maggiore leggerezza inventiva e riprodotti con una nuova concezione cromatica. De Chirico anticipa così un più marcato classicismo rilevabile nelle sue opere della fine degli anni Venti e del decennio successivo.

Il gruppo di solidi geometrici collocati gli uni sugli altri in equilibrio instabile rappresenta il punto focale del dipinto, caratterizzato da colori brillanti e talvolta con elementi in rilievo. Tra i blocchi si inseriscono il dipinto di uno statuario nudo classico che contempla il frammento di una colonna scanalata e il modellino di un tempio greco posto sulla sommità della composizione. L’uomo ritratto e l’architettura classica potrebbero far riferimento alla figura di Pericle, responsabile della costruzione del Partenone e di diversi edifici presenti nell’Acropoli di Atene.

A differenza delle altre composizioni generalmente situate in ambienti chiusi, la catasta di forme che domina La notte di Pericle si erge su un pavimento ligneo prospetticamente scorciato, delimitato da un fondale nero con sagome architettoniche evanescenti e tratteggiate in bianco. La presenza del fondale e del profilo in primo piano di una quinta-parete accentua l’effetto teatrale dell’insieme e ne evidenzia l’atmosfera artificiale resa ancora più marcata da una tecnica pittorica precisa e minuziosa.

Il dipinto viene esposto alla First Exhibition of Paintings by Giorgio de Chirico, tenutasi a Londra nel 1928, insieme ad altre ventitré opere quasi tutte appartenenti a Léonce Rosenberg, proprietario della Galerie de L’Effort Moderne di Parigi. La mostra viene così recensita da Frank Rutter: «Possiamo ammirare molte cose nei dipinti di de Chirico, la sua costruzione plastica, il senso dei valori tattili, la sobria precisione e fermezza delle linee, ma avremo una visione totalmente errata della sua opera se, ammirando il discernimento del suo occhio e l’obbedienza della sua mano, dimentichiamo il ruolo giocato dalla mente che li governa. Nell’opera di de Chirico c’è sempre l’espressione di un’idea; è il contenuto filosofico del suo lavoro che gli riserva un posto a parte anche tra i più vivaci artisti contemporanei».

La storia collezionistica del dipinto è piuttosto articolata. Il 30 maggio 1933, La notte di Pericle viene alienata durante l’asta organizzata dalla Mak van Waay di Amsterdam, per poi comparire alla Pierre Matisse Gallery di New York e alla Galerie Beyeler di Basilea. Infine, il dipinto entra a far parte della collezione Carraro nel 1998, acquistata in occasione della vendita all’asta organizzata il 10 dicembre nella sede londinese di Christie’s.

Bibliografia

Maurizio Fagiolo dell’Arco, Paolo Baldacci (a cura di), Giorgio de Chirico, Parigi 1924-1929. Dalla nascita del Surrealismo al crollo di Wall Street, Edizioni Philippe Daverio, Milano 1982, cat. 40, ill. pp. 490, 588; Claudio Bruni Sakraischik (a cura di), Catalogo generale Giorgio de Chirico. Opere dal 1908 al 1930, Electa, Milano 1983, vol.VII, ill. 422; 20th Century Art I, cat. d’asta, Christie’s London, King Street, 10 dicembre 1998, lotto 514.

Autore
Giorgio de Chirico
Anno
1926
Tecnica
Olio su tela. Firmato e datato “G. De Chirico 1926” (in basso a sinistra).
Dimensioni
93×62 cm