Tomaso Buzzi

Vaso di forma ovoidale in vetro “laguna”, vetro incamiciato con inclusioni di foglia d’oro, orlo e piede applicati

Pur trasferitosi a Venezia per la sua avventura vetraria, Paolo Venini non aveva perso i contatti con la sua città d’origine: Milano. La città, centro di nuovi fermenti creativi, gli dà modo di partecipare e frequentare un gruppo di giovani architetti particolarmente attivi nel campo delle arti applicate. È qui che nasce la società Il labirinto, di cui facevano parte anche gli architetti Gio Ponti, Emilio Lancia, Michele Marelli, Tomaso Buzzi e il vetraio Pietro Chiesa. La società nasce proprio per dare impulso alle nuove arti decorative italiane.

In seguito all’uscita di Napoleone Martinuzzi dalla Venini, Buzzi ne prende il ruolo dal 1932 al 1934, dando un notevole contributo alla sperimentazione di nuovi materiali e forme inedite. Secondo il critico francese Patrick Mauriès nel suo vetro Buzzi cerca prima di tutto di ritrovarvi le luci, i riflessi e soprattutto le opalescenze della laguna. I colori sono sommersi, disposti a strati, come strati di sabbia o profondità marine. Le sue Lagune brillano di tinte delicatamente rosate, mentre le sue Alghe esplorano tutte le sottigliezze della pasta traslucida e opaca, degli sfocati e delle sovraimpressioni.

Bibliografia

Marino Barovier (a cura di), Tomaso Buzzi alla Venini. Skira-Le Stanze del Vetro-Fondazione Giorgio Cini, Milano-Venezia 2014, cat. mostra (Venezia, Le Stanze del Vetro, Fondazione Giorgio Cini, 14 settembre 2014 - 11 gennaio 2015), p. 211.

Autore
Tomaso Buzzi
Anno
c. 1932
Esecuzione
Venini
Altezza
25 cm