Fulvio Bianconi

Figura di Arlecchino in vetro lattimo e nero, costume a murrine policrome, su base in cristallo

Alla Biennale di Venezia del 1948 Venini presenta un gruppo di dodici maschere tratte dalla Commedia dell’Arte disegnate da Bianconi. Il successo riscosso da queste creazioni, permeate dello spirito umoristico del Bianconi, li porta a creare varie serie di personaggi: i Mori, i Musicanti, i Costumi Regionali, i Tiepoleschi.
Un limitatissimo numero di figure, solitamente del personaggio di Arlecchino, viene realizzato sia in vetro pezzato che in vetro a murrine. Durante la soffiatura, queste assumono una forma a losanga che riprende appieno le pezzature romboidali del costume di Arlecchino della tradizione settecentesca. Da queste opere traspare la straordinaria manualità del maestro vetraio Arturo Biasutto, detto Boboli, il preferito da Venini per questo tipo di soggetti.

Bibliografia

Marino Barovier (a cura di), Fulvio Bianconi alla Venini, Skira - Le Stanze del Vetro - Fondazione Giorgio Cini, Milano-Venezia 2015, cat. mostra (Venezia, Le Stanze del Vetro, Fondazione Giorgio Cini, 13 settembre 2015 - 10 gennaio 2016), p. 425.

Autore
Fulvio Bianconi
Anno
1953-54 ca.
Esecuzione
Venini
Altezza
36 cm