Sirio Tofanari

Firenze 1886 — Milano 1969

Sirio Tofanari si distingue nella scena italiana di inizio Novecento per le sue opere di genere animalier seguendo la moda francese di quel periodo concentrandosi soprattutto sulle scimmie che modella nel tempo in cinque razze diverse.

La sua dedizione per questo tema è tanto forte da portarlo a frequentare gli zoo di Parigi e Londra; qui in particolare, al South Kensington Natural Museum, approfondisce le sue ricerche, dedicandosi alle anatomie animali e alle loro attitudini comportamentali.

L’opera in mostra presso la Fondazione Carraro appare in questo senso emblematica: rappresenta una femmina di babbuino colta nel suo procedere lento, concentrato e accorto, mentre porta sul dorso il suo piccolo giocosamente aggrappato alla criniera.

Negli anni Tofanari è presente a numerose esposizioni, come la Biennale di Venezia a cui partecipa assiduamente e con successo a partire dal 1909. Durante la fase finale della sua carriera, abbandonato il genere animalista, si dedica alla scultura religiosa, a volte richiamando accenni francescani in comunione con il mondo animale.