Guido Balsamo Stella

Torino 1882 — Asolo, Treviso 1941

Pittore, incisore e decoratore torinese, in Guido Balsamo Stella rivive l’autentico spirito di Murano. Leggerezza, trasparenza, tecnica e sensibilità si possono ritrovare nelle opere disegnate da lui stesso.

Si trasferisce a Venezia con la madre nel 1896 dopo la morte del padre. In pochi anni ottiene uno studio a Ca' Pesaro e frequenta la Scuola libera del Nudo all’Accademia di Belle Arti. Nonostante la sua formazione in Italia, le sue prime attività artistiche si svolgono in Germania e Svezia. A Monaco prende contatti con la Secessione, esponendo al Glasspalast, e dal 1909 frequenta l’Accademia dove ha per maestro Welti, allievo di Böcklin. Durante la Prima Guerra Mondiale è in Svezia con la moglie Anna Akerdahl, dove si dedica all'acquaforte e all'incisione su vetro e cristallo presso i vetrai di Orrefors. La passione per questo materiale lo porta a visitare le fabbriche boeme per poi a tornare in Italia, dove dal 1918 disegna vetri soffiati per la Barovier e Toso di Murano.

Tra il 1922 e il 1925 insegna all'Istituto d'arte di Firenze e apre un laboratorio di vetri artistici a Colle Val d'Elsa, in cui collabora con Franz Pelzel. Nel 1925 si trasferiscono a Venezia e l’anno dopo la SALIR. assume Stella come direttore artistico e Pelzel come tecnico. Dal 1930 Stella collabora con la moderna Ferro-Toso & C. con cui presenta alla Triennale di Monza del 1930 i vetri chimici e le statuine soffiate gazzelle e ermellini. Nell’ultimo ventennio è direttore di numerosi Istituti Tecnici Italiani: la Scuola Statale d'Arte del Legno di Ortisei (1924-1927), L’ISIA di Monza (1929-32) e dal ’32 l'Istituto Statale d'Arte Carmini di Venezia, dove insegna decorazione del libro.