Giorgio Morandi

Bologna 1890 — 1964

Giorgio Morandi occupa una posizione centrale nel panorama della pittura del Novecento italiano. Pur mantenendosi fedele a un tema apparentemente desueto come la natura morta, egli riesce a declinarlo in modo tanto raffinato, sapiente e variato da farsi riconoscere dalla critica e dal mercato italiano e internazionale.

Oltre alla natura morta, coltiva la passione per il paesaggio osservato dall’amata casa sull’Appennino bolognese nel paese rinominato Grizzana Morandi in onore dell’artista. Attraversa tutti i movimenti e le tendenze artistiche più aggiornate: dopo una breve parentesi futurista, abbraccia la pittura metafisica per poi aderire negli anni Venti al gruppo di Valori Plastici. Dal 1930 al 1956 Morandi insegna incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

In Fondazione sono esposte due opere che ben rappresentano il genere della natura morta con vasi, bottiglie, bicchieri e brocche. È possibile così qui a Ca Pesaro ammirarne l’evoluzione stilistica: dallo stile sobrio e deciso del 1943 a quello più leggero e allungato del 1957.