Artisti Barovier

Murano, Venezia

Gli Artisti Barovier, unitamente ai Fratelli Toso, sono i primi a utilizzare le murrine per comporre vasi decorativi, inizialmente con motivi naturalistici floreali.

L’attività ha origine nel 1884, quando Giovanni Barovier e i suoi nipoti Giuseppe, Benvenuto e Benedetto prendono in gestione la Salviati dott. Antonio 1859, una delle più prestigiose fornaci di Murano, promotrice della rinascita del settore del vetro veneziano. Sotto la guida di Benvenuto e Giuseppe, la compagnia acquista fama in breve tempo per le produzioni sofisticate. Durante la prima fase, le opere appaiono ancorate alla tradizione, riproponendo i temi classici dell’Ottocento. Alla fine del secolo alcuni esperimenti creativi portano alla realizzazione del nuovo vetro murrino, un vetro-mosaico utilizzato per decorazioni dai motivi naturalistici e floreali liberty.

I Barovier accolgono con entusiasmo le influenze stilistiche dell'Art Nouveau e le loro composizioni diventano celebri all’Esposizione di vetri artistici di Murano e Venezia (1895) e durante le manifestazioni a Ca' Pesaro (1908, 1909 e 1913). In questi anni la Artisti Barovier collabora con Vittorio Zecchin e Teodoro Wolf-Ferrari. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la società viene temporaneamente spostata in Toscana e nel 1919 cambia nome in Vetreria Artistica Barovier con l’ingresso di Ercole e Nicolò, figli di Benvenuto, e Napoleone, figlio di Giuseppe.