Archimede Seguso

Murano, Venezia 1909 — Murano, Venezia 1999

Maestro vetraio, designer e imprenditore, ad Archimede Seguso si deve la riscoperta della lavorazione a massetto del vetro pesante e della scultura massiccia in stile Novecento.

Figlio del maestro di fornace Antonio Seguso, inizia a lavorare a undici anni nella Vetreria Artistica Barovier. Nel 1933 fonda la Barovier Seguso & Ferro, dove ricopre il ruolo di maestro della squadra principale, realizzando i disegni di Flavio Poli e forgiando solidi vasi di largo spessore, lampade e sculture. Venduta la sua parte della società nel 1946, apre la Vetreria Artistica Archimede Seguso, ottenendo una completa indipendenza artistica.

È maestro e creatore di quasi tutte le realizzazioni. Innovatore tecnico straordinario, Seguso riscopre le antiche tecniche di soffiatura per creare le famose Filigrane, un leggero vetro soffiato dalle tessiture diverse. A queste si aggiungono altre serie come i Merletti, le Piume e i vasi in corallo e oro degli anni Cinquanta. Tra il 1960 e 1970 crea lavori intensamente policromi a fasce sovrapposte, a fili continui, in filigrana stellata e con tendenze optical.

Dal 1936 al 1966 partecipa alle undici edizioni della Biennale di Venezia. Le sue opere presenziano alle Triennali di Milano e all’Expo ‘58 di Bruxelles. A lui vengono dedicate retrospettive nazionali e internazionali (New York 1989, Giappone 1990). Tra le ultime realizzazioni, la serie di sculture Rotture, fatte in vetro massiccio sommerso.